Brusio
| Brusio comune | |
|---|---|
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Cantone | |
| Regione | Bernina |
| Amministrazione | |
| Sindaco | Arturo Plozza |
| Lingue ufficiali | italiano |
| Data di istituzione | 1851 |
| Territorio | |
| Coordinate | 46°15′32″N 10°07′29″E |
| Altitudine | 780 m s.l.m. |
| Superficie | 46,30 km² |
| Abitanti | 1 113 (2018) |
| Densità | 24,04 ab./km² |
| Frazioni | vedi elenco |
| Comuni confinanti | Poschiavo, Chiuro (IT-SO), Grosotto (IT-SO), Tirano (IT-SO), Vervio (IT-SO), Villa di Tirano (IT-SO), Bianzone (IT-SO), Teglio (IT-SO) |
| Altre informazioni | |
| Cod. postale | 7743, 7744, 7747, 7748 |
| Prefisso | 081 |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Codice OFS | 3551 |
| Targa | GR |
| Cartografia | |
| Sito istituzionale | |
Brusio (toponimo italiano; in tedesco Brüs, in romancio Brüsch, desueti[1]) è un comune svizzero di 1 113 abitanti del Canton Grigioni, nella regione Bernina.
Geografia fisica
Brusio è situato in Val Poschiavo, sulla sponda sinistra del torrente Poschiavino; il comune è disteso su un pendio che parte dal confine con Tirano e raggiunge Miralago, ai bordi del lago di Poschiavo. Dista 6,5 km da Tirano, 125 km da Lugano e 127 km da Coira. Il punto più elevato del comune è la cima del Piz Combul (2 901 m s.l.m.), sul confine con Chiuro.
Storia
Nel 1851, dopo più di mezzo millennio di unità politica e territoriale, il comune di Brusio si separò dal comune di Poschiavo, dando vita a una seconda entità comunale nella valle; nel 1863 al comune di Brusio fu aggregata la valle di Saiento e di Cavajone[1].
Monumenti e luoghi d'interesse
- Chiesa di San Carlo Borromeo;
- Chiesa di San Romerio in località San Romerio, romanica, attestata dal 1106[2];
- Casa Besta, ricostruita nel XVIII secolo[3];
- Viadotto elicoidale della Ferrovia del Bernina, parte del Patrimonio dell'umanità dell'UNESCO;
- Sede scolastica e municipio progettati da Bruno Giacometti[senza fonte].
Società
Evoluzione demografica
L'evoluzione demografica è riportata nella seguente tabella[1]:
Abitanti censiti[4]

Lingue e dialetti
La lingua ufficiale è l'italiano, parlato dalla maggioranza della popolazione. Gli autoctoni parlano anche il dialetto locale del lombardo.
| % | Ripartizione linguistica (gruppi principali)[5] |
|---|---|
| 5,3% | madrelingua tedesca |
| 92,4% | madrelingua italiana |
| 1,5% | madrelingua portoghese |
Geografia antropica
Frazioni
Le frazioni di Brusio sono[1]:
- Campascio
- Campocologno[6]
- Cavajone[7]
- Garbela[senza fonte]
- Ginetto[senza fonte]
- Miralago
- Monte Scala[senza fonte]
- Müreda[senza fonte]
- Piazzo
- San Romerio[2]
- Selvaplana[senza fonte]
- Viano[8]
- Zalende
Infrastrutture e trasporti

È servito dalle stazioni ferroviarie della Ferrovia Retica di Brusio, di Campascio, di Campocologno e di Miralago sulla linea del Bernina.
Note
- ^ a b c d Fernando Iseppi, Brusio, in Dizionario storico della Svizzera, 1º settembre 2004. URL consultato il 1º dicembre 2020.
- ^ a b Arno Lanfranchi, San Romerio, in Dizionario storico della Svizzera, 4 febbraio 2011. URL consultato il 1º dicembre 2020.
- ^ Casa Besta, su sito istituzionale del comune di Brusio. URL consultato il 1º dicembre 2020.
- ^ Dizionario storico della Svizzera
- ^ [Ritratti comunali dell'Ufficio federale di statistica 2000[senza fonte]]
- ^ Adolf Collenberg, Campocologno, in Dizionario storico della Svizzera, 20 aprile 2005. URL consultato il 1º dicembre 2020.
- ^ Adolf Collenberg, Cavajone, in Dizionario storico della Svizzera, 1º settembre 2003. URL consultato il 1º dicembre 2020.
- ^ Adolf Collenberg, Viano, in Dizionario storico della Svizzera, 15 febbraio 2007. URL consultato il 1º dicembre 2020.
Bibliografia
- AA. VV., Storia dei Grigioni, 3 volumi, Collana «Storia dei Grigioni», Edizioni Casagrande, Bellinzona 2000.
- Luciano Vaccaro, Giuseppe Chiesi, Fabrizio Panzera, Terre del Ticino. Diocesi di Lugano, Editrice La Scuola, Brescia 2003.
Voci correlate
Altri progetti
Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Brusio
Collegamenti esterni
- Sito ufficiale, su brusio.ch.
- Fernando Iseppi, Brusio, in Dizionario storico della Svizzera, 1º settembre 2004. URL consultato il 1º dicembre 2020.
- Portale turistico della Val Poschiavo, su valposchiavo.ch. URL consultato il 1º dicembre 2020.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 1145602313801360766 · GND (DE) 4090243-2 |
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